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Scuole superiori in Canada

EduAbroad

Perchè scegliere il CANADA?

E' ormai abbastanza diffusa l'idea che frequentare una scuola canadese, e in questo caso parliamo di scuole pubbliche canadesi, sia una opportunità che permette di sperimentare un sistema scolastico solido e strutturato.

Ci sono tuttavia alcune informazioni da valutare nel fare la propria scelta.

Il sistema scolastico canadese è organizzato in scuola primaria e high school su un percorso di 12 anni di scolarità.

La scuola superiore si sviluppa su un percorso di quattro anni dal grade 9 al grade 12.

Per uno studente italiano, è comune scegliere di partire per l'esperienza durante la quarta superiore, e questo permette di chiedere di essere iscritti al grade 12 canadese.

E' tuttavia possibile per uno studente italiano partire anche negli anni precedenti, frequentando anche gli anni precedenti del percorso scolastico canadese, con una assegnazione che dipende dal proprio anno di nascita, e da quanti anni di scuola superiore sono stata svolti in Italia.

Nell'ipotesi di partire dopo avere svolto 3 anni scuola superiore in Italia, è tuttavia discrezione del Distretto scolastico canadese, di assegnare la classe di frequenza tenendo conto delle competenze linguistiche dello studente, ed in alcuni casi il suo anno di nascita (nel caso di quegli studenti che hanno iniziato la scuola primaria con un anno di anticipo rispetto al loro anno di nascita).

Facciamo un passo indietro. Il Canada è una nazione che investe nel sistema pubblico scolastico in maniera importante e diffusa su tutto il territorio nazionale. Le singole provincie poi contribuiscono in modo locale, e stabiliscono i curriculum che le scuole pubbliche di tutta la provincia devono seguire. Questo spiega perchè tendenzialmente tutte le scuole superiori pubbliche offrono programmi e qualità omogenei.


Allora come si fa a scegliere dove fare la propria esperienza?

Dal nostro punto di vista, si tratta in primis di una scelta territoriale.
Dove voglio vivere la mia esperienza? Quale parte del Canada voglio conoscere nel mio periodo all'estero?

E' una nazione con bellezze naturalistiche rinomate dalle Rocky Mountains alle isole sull'Atlantico,  e contesti molto diversi dalla Vancouver Island alle città metropolitane come Vancouver o Toronto.

Dobbiamo sempre tenere presente che non troveremo in Canada, nazione nordamericana, quello a cui siamo più comunemente abituati in Europa, e nello specifico in Italia.

La realtà di una grande città italiana ma anche i piccoli comuni hanno spesso una elevata densità abitativa, con un centro ben identificato.  D'altro canto è molto comune che una città o cittadina canadese sia distribuita su ampi spazi rendendo poco riconoscibile un vero e proprio centro. A parte le poche realtà metropolitane, è una nazione coperta ancora da grandi distese di spazi naturali, costellata da cittadine o comunità urbane o più rurali.

Cosa è meglio? Difficile dirlo in senso assoluto, dipende molto dalla predisposizione ad aprirsi ad una realtà diversa dalla propria. Dal nostro punto di vista, sperimentare una realtà diversa è una grande valore aggiunto alla propria esperienza.

Anche dove si cerca un contesto più vicino al proprio vissuto, bisogna prepararsi alle differenze organizzative di una società diversa.


Come è organizzata la giornata di uno studente?

Per uno studente delle scuole superiori, la giornata è in buona parte scandita dalla vita scolastica che inizia verso le 8-8.30 della mattina e prosegue fino alle 14.30-15 del pomeriggio. Il pomeriggio può essere dedicato agli allenamenti sportivi o ai club proposti. I club talvolta vengono proposti anche in pausa pranzo.
La
cena è molto anticipata rispetto alle abitudini italiane, normalmente verso le 18. Spesso gli studenti studiano dopo cena o si va a letto presto, perchè è meno usuale uscire la sera. Altrettanto vero è normale fare attività all'aria aperta anche quando fa freddo, ed è comune sottolineare che bisogna 'dress for the weather'  vestirsi in modo adatto al meteo, senza farsi limitare da esso.

E' una prospettiva e una percezione diversa di come il tempo atmosferico guida il proprio quotidiano.


Organizzazione scolastica, sistema lineare o semestrale

L'organizzazione scolastica è diversa dal sistema italiano. In Italia, lo studente è abituato a scegliere che 'tipo' di scuola vuole frequentare già in prima superiore, e quella scelta lo accompagnerà fino al diploma.

In Canada, il curriculum provinciale prevede che i ragazzi seguano nei primi due anni di scuola superiore un elenco di materie trasversali che creano la base della propria formazione di base. Nei primi anni la maggior parte delle scuole è 'lineare', cioè si studiano le stesse 8 materie da settembre a giugno, sia nel primo che secondo semestre.

Si perchè innanzitutto bisogna considerare che l'anno scolastico è diviso in due semestri. Il primo da inizio settembre a fine gennaio, e il secondo da inizio febbraio a fine giugno.

Se nei primi anni, si studiano 8 materie stabilite dal curriculum provinciale, negli ultimi due anni (grade 11 e 12) lo studente può personalizzare il proprio percorso di studi e renderlo quanto più affine ai propri interessi di crescita personale e accademica, o in generale formativa.

Negli ultimi anni di scuola superiore, ed in particolare nel senior year, grade 12, i vari distretti scolastici possono mantenere una struttura lineare degli 8 corsi previsti, tendenzialmente raro, o far diventare il percorso scolastico semestrale. I corsi vengono quindi distribuiti nei due semestri. Uno studente di una scuola semestrale, studia 4 corsi nel primo semestre (con un curriculum che copre gli argomenti di 1 anno scolastico) e 4 corsi nel secondo semestre.
In quelle scuole che mantengono una struttura lineare, lo studente segue i contenuti di 8 corsi distribuiti linearmente nei due semestri.

Che influenza ha questa struttura per uno studente che sceglie di frequentare un semestre o un anno scolastico in Canada?

Innanzitutto è bene saperlo, soprattutto quando si sceglie di frequentare solo un semestre. Per la maggior parte degli studenti che scelgono di partire in quarta, fare un semestre in Canada significa frequentare 4 corsi (ricordiamo che la maggior parte delle scuola canadesi, nel grade 12 sono semestrali).

In vista del rientro nella scuola italiana, questo presuppone che lo studente dovrà recuperare quelle materie non svolte all'estero in modo autonomo. Varrebbe la stessa cosa se seguissi più corsi, ma probabilmente il recupero potrebbe essere su un numero inferiore di materie.

Il punto di forza di un sistema semestrale, se come studente faccio un solo semestre è che concluderò l'intero programma annuale su metà anno, e che -soprattutto nel caso di partire nel secondo semestre- inizierò il programma insieme a tutti gli altri studenti dei miei corsi.

Il sistema lineare è sicuramente appetibile con inizio a settembre (inizio insieme agli altri studenti), ma potrebbe creare qualche complicazione ad alcuni studenti che si inseriscono in una scuola canadese a partire dal secondo semestre.

E se scelgo di frequentare un intero anno? Da un punto di vista esperienziale e scolastico, forse la frequenza dell'intero anno è l'approccio più completo, e per certi versi - paradossalmente- più sostenibile.

Se frequento un anno in una scuola semestrale, considerando che sto frequentando una scuola in inglese, permette allo studente internazionale di concentrare le proprie energie su 4 materie alla volta. Se la scuola fosse lineare, il carico di lavoro dei singoli corsi è proporzionato, e gli studenti italiani sono già abituati a seguire tante materie insieme. Potrebbe essere più semplice per chi ha già una competenza linguistica abbastanza forte. Non impossibile per gli altri, ma magari meno semplice.


La scuola canadese è più facile?

Talvolta il riscontro degli studenti italiani è che il sistema canadese sia per loro facile. Io credo che, per la natura dei curriculum scolastici e per l'approccio allo studio meno nozionistico e più orientato ad uno sviluppo del pensiero critico, possa essere sfruttato pienamente se anche l'approccio dello studente è quello di mettersi in gioco, più in profondità. Non farne solo una questione di quanti argomenti si imparano, ma come lo studente possa elaborare le nuove conoscenze, sforzandosi in una lingua diversa, imparando a mettere in discussione i contenuti da elaborare, scardinando un approccio, anche da studenti, dove l'insegnante ti passa molte informazioni da assimilare, ma elaborando le nuove informazioni con un proprio spirito critico, sviluppando un metodo, e rendendosi più pro attivi nella partecipazione in aula. Tutte cose che renderanno il proprio bagaglio di esperienza più ricco e condivisibile anche nella propria realtà italiana.


Quali materie? Una scuola canadesi può offrire decine e decine di corsi distribuiti su varie aree tematiche. Corsi di lingua (language arts, creative writing, poetry, etc..), materie umanistiche (history, geography, law, psychology, etc..), creative (dal fashion design, al technical drawing), manuali (woodwork, mechanical workshop, cooking, etc). A questo si aggiungono i corsi elettivi che nel sistema scolastico canadese attribuiscono crediti ai fini della graduation come drama, o anche uno sport competitivo, oppure i club, corsi aggiuntivi organizzati in gruppo con temi interesse come debate, chess, cinema, etc.


E la 'graduation'?. Poichè il sistema canadese è organizzato su 12 anni di scolarità. l'ultimo anno, grade 12, è quello che conduce al diploma finale.

Può uno studente internazionale ambire ad ottenere il diploma canadese? La risposta è SI, posto che vengano rispettate alcune condizioni.

La prima è la competenza linguistica. Sarà più probabile per gli studenti che iniziano il percorso con un buon livello di inglese, possano ottenere migliori prestazioni nei corsi richiesti, ottenendo i crediti necessari. Ogni provincia ha dei criteri specifici per ciascun territorio, ed in funzione dei requisiti da soddisfare, sarà necessario impostare un piano di studi compatibile. Talvolta questo limita la scelta di materie potenzialmente interessanti.
Il Distretto scolastico inoltre valuterà il percorso pregresso dello studente per creare una conversione di crediti di partenza per gli anni non svolti in Canada.

Ottenere la graduation è quindi un obiettivo nobile, e da consigliare per chi frequenta un anno. MA attenzione: non deve essere, dal nostro punto di vista, l'obiettivo primario. Innanzitutto perchè non può essere garantito. E poi perchè l'esperienza è una opportunità di crescita a tutto tondo, dove la scuola gioca un ruolo fondamentale perchè si partecipata da studenti, ma chi sceglie di vivere questa esperienza all'estero deve essere pronto ad attraversare momenti di crescita personale, culturale, di scambio con una comunità di persone nuove, di confronto con i propri limiti non solo scolastici ma umani.

EduAbroad quindi invita i ragazzi che si iscrivono al grade 12 a proiettarsi all'ottenimento della graduation, ma lasciarlo come un risultato a corredo di una esperienza complessa che richiede motivazione, apertura, curiosità non solo per le materie di studio ma anche per la società che li accoglie.

Autore: Cristina Porretta 18 luglio 2024
Le mamme ALBATROS..o talvolta i papà... L'albatros è un uccello con una apertura alare che non ha eguali. Forse le aquile reali possono competere. Ma l'albatros ha una capacità di estensione che può arrivare fino o oltre 3 metri. Penso a questa caratteristica come un modo per mimare ciò che vedo in alcune mamme, ed in alcuni casi nei papà, nei confronti dei loro figli adolescenti. Questa è la fascia di età con cui mi interfaccio molto spesso. A volte incontro ragazze e ragazzi che sono amorevolmente seguiti dai loro genitori – e ben venga che sia cosi- ma la presenza genitoriale rischia di essere 'invadente'. Come l'apertura alare di un albatros ciò che un genitore fa, pensa e mette in atto quando si tratta del proprio figlio o figlia, è un comportamento che occupa lo spazio di azione del proprio figlio o figlia . E' come se si sostituissero a loro. L'apertura delle loro ali, occupa lo spazio che dovrebbe essere occupato dalle ali dei propri figli. Sperando di non urtare la sensibilità di nessuno, sto raccontando ciò che ho osservato in più occasioni, e da spettatore (chiaramente non coinvolto emotivamente) vedo come un comportamento che potrebbe non far bene ai ragazzi. Come adulto e in qualche modo come educatore, penso che sia un rischio: il rischio di togliere una OPPORTUNITÀ ai ragazzi di esprimersi , mettersi alla prova , sperimentare e magari anche sbagliare . Perchè l'opportunità di scegliere, manifestare le proprie idee, affermare i propri bisogni credo sia tra gli step necessari a costruire la propria identità . Il mio invito a noi adulti è di non sostituirci agli adolescenti. Abbiamo bisogno di ascoltare di più ed accettare ciò che i ragazzi possono esprimere, anche laddove non riceviamo ciò che idealmente vorremmo sentirci dire, o vedere. Mi rendo anche conto che talvolta, il comportamento del 'sostituirsi' accade quando la ragazza o il ragazzo è apparentemente timida o timido, e non prende iniziativa . Allora, è facile riempire quello spazio vuoto o quel tempo di attesa , con ciò che il genitore pensa sia giusto. Ed è comprensibile da una parte. Ma, dopo più situazioni tra loro simili, ho maturato l'idea che i benefici di questo modus operandi siano inferiori agli effetti negativi che a catena creano. Quegli stessi ragazzi faticano a prendere il volo, sono intimoriti ad esprimersi, giocono un ruolo che mima ciò che gli altri si aspettano. Vedo d'altro canto studenti e studentesse che fortunatamente hanno imparato e magari gli è stato lasciato spazio per farlo – a prendere l'iniziativa di vivere ciò che vogliono sperimentare. Ovviamente non parliamo di situazioni a limite della sicurezza o della legalità. Ma di semplici esperienze da adolescenti per mettersi alla prova a scuola, con gli amici, e in un contesto culturale diverso. Dico spesso che un bene 'lasciarci stupire' . Intendo come adulti. Lasciarci stupire da ciò che i ragazzi potranno fare vedere di se stessi. Come sapranno ricorrere a competenze, che in molti casi non hanno avuto la necessità di usare o l'opportunità di dimostrare di avere. Come sapranno diventare più consapevoli di alcune dinamiche che riguardano loro come individui, oppure che riguardano le relazioni tra persone, solo per lo spazio di vita che hanno potuto occupare avendo aperto le loro ali .
Autore: Cristina Porretta 18 luglio 2024
La sottile differenza tra aspettative e desideri. Nei colloqui con studenti e genitori per trascorrere una esperienza di studio all'estero, capita spesso di trovare un po' di discrepanza tra ciò che si vuole e quello che ci si aspetta. Avere un desiderio , una preferenza, sperare di poter vivere una esperienza che abbia determinate caratteristiche è comprensibile e quasi necessario. E' ciò che permette di darsi una direzione nella ricerca di un programma che possa essere per se stessi interessante e stimolante. Desiderare qualcosa è un motore che ci mette in una direzione di crescita, ed apertura. Talvolta però quando parlo con gli studenti e con i loro genitori, ciò che viene descritto come il tipo di programma di interesse rappresenta maggiormente una aspettativa. Ciò che credono di trovare in un contesto perchè se lo immaginano in quel modo. Le aspettative si creano perchè convertiamo informazioni ma le filtriamo con nostre convinzioni . Raccogliamo elementi che hanno a che fare con la realtà ma poi li vestiamo di condizionamenti, e talvolta di preconcetti. Avere aspettative è rischioso, perchè la realtà sarà diversa e noi non ci saremo adeguatamente preparati ad affrontare qualcosa di diverso a quell'immaginato. La nostra mente è cosi direzionata verso ciò che ci si aspetta, che non ha la giusta plasticità, flessibilità per adeguarsi alla realtà non prevista. Il desiderio d'altro canto predispone la mente ad accogliere qualcosa di voluto, ma permette di essere disponibili a stupirsi di ciò che incontreremo sulla nostra strada. E' un atteggiamento che ci dà maggiormente la possibilità di ricevere nella nostra vita ciò che può arricchirla , di ricordi, nuove conoscenze, incontri e consapevolezze che altrimenti non potremo raggiungere. Impariamo allora a DESIDERARE e a rimanere aperti alle opportunità che t roveremo sulla nostra strada
Autore: EduAbroad 18 luglio 2024
Nota: le informazioni hanno carattere divulgativo e non sono esaustive. E' sempre necessario riferirsi alla propria scuola, e al proprio consiglio di classe per verificare le informazioni in modo più personalizzato. Il Ministero dell'Istruzione, con la nota MIUR n. 843 del 10 aprile 2013 intitolata "Linee di Indirizzo sulla Mobilità Studentesca Internazionale Individuale", ha stabilito le direttive per riconoscere l'esperienza di studio all'estero come parte integrante del percorso educativo. Le scuole italiane possono creare le proprie linee guida interne, spesso formalizzate in un patto formativo con lo studente . Questo patto include indicazioni sulle modalità di contatto con un tutor scolastico e sui criteri di valutazione degli studenti al loro rientro . Gli studenti rientrano in Italia con una pagella o un report scolastico prodotto dalla scuola estera che lo studente dovrà consegnare alla scuola italiana. Secondo la nota MIUR, l'esperienza all'estero è vista come un'opportunità per sviluppare competenze cognitive, affettive e relazionali, aiutando a riformulare valori, identità, comportamenti e apprendimenti attraverso nuove prospettive, e a sviluppare notevoli capacità di autonomia e indipendenza. La nota MIUR prevede che gli studenti sostengano colloqui di accertamento per le materie non seguite all'estero. Pertanto, si raccomanda agli studenti di chiarire in anticipo le richieste della propria scuola e di mantenere un dialogo costruttivo con l'istituto per facilitare tutte le fasi dell'esperienza, dalla partenza al rientro.  Per quanto riguarda l' alternanza scuola-lavoro , il Ministero ha rilasciato chiarimenti interpretativi nella nota MIUR n. 3355 del 28 marzo 2017, dove al punto 7 si approfondisce il tema delle esperienze all'estero. Alcune scuole riconoscono automaticamente l'esperienza all'estero come equivalente a un certo numero di ore di PTCO (ex alternanza scuola-lavoro), partendo dal presupposto che essa sviluppi competenze in linea con gli obiettivi del PTCO . Altre scuole richiedono documenti che attestino la partecipazione ad attività o esperienze locali, che possano essere convalidate come ore di PTCO. Si consiglia agli studenti di ottenere, durante la permanenza all'estero, tutta la documentazione necessaria richiesta dalla propria scuola, come pagelle o report scolastici e lettere che certifichino le ore di attività extrascolastiche utili al PTCO.
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