Autore: Cristina Porretta
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18 luglio 2024
Le mamme ALBATROS..o talvolta i papà... L'albatros è un uccello con una apertura alare che non ha eguali. Forse le aquile reali possono competere. Ma l'albatros ha una capacità di estensione che può arrivare fino o oltre 3 metri. Penso a questa caratteristica come un modo per mimare ciò che vedo in alcune mamme, ed in alcuni casi nei papà, nei confronti dei loro figli adolescenti. Questa è la fascia di età con cui mi interfaccio molto spesso. A volte incontro ragazze e ragazzi che sono amorevolmente seguiti dai loro genitori – e ben venga che sia cosi- ma la presenza genitoriale rischia di essere 'invadente'. Come l'apertura alare di un albatros ciò che un genitore fa, pensa e mette in atto quando si tratta del proprio figlio o figlia, è un comportamento che occupa lo spazio di azione del proprio figlio o figlia . E' come se si sostituissero a loro. L'apertura delle loro ali, occupa lo spazio che dovrebbe essere occupato dalle ali dei propri figli. Sperando di non urtare la sensibilità di nessuno, sto raccontando ciò che ho osservato in più occasioni, e da spettatore (chiaramente non coinvolto emotivamente) vedo come un comportamento che potrebbe non far bene ai ragazzi. Come adulto e in qualche modo come educatore, penso che sia un rischio: il rischio di togliere una OPPORTUNITÀ ai ragazzi di esprimersi , mettersi alla prova , sperimentare e magari anche sbagliare . Perchè l'opportunità di scegliere, manifestare le proprie idee, affermare i propri bisogni credo sia tra gli step necessari a costruire la propria identità . Il mio invito a noi adulti è di non sostituirci agli adolescenti. Abbiamo bisogno di ascoltare di più ed accettare ciò che i ragazzi possono esprimere, anche laddove non riceviamo ciò che idealmente vorremmo sentirci dire, o vedere. Mi rendo anche conto che talvolta, il comportamento del 'sostituirsi' accade quando la ragazza o il ragazzo è apparentemente timida o timido, e non prende iniziativa . Allora, è facile riempire quello spazio vuoto o quel tempo di attesa , con ciò che il genitore pensa sia giusto. Ed è comprensibile da una parte. Ma, dopo più situazioni tra loro simili, ho maturato l'idea che i benefici di questo modus operandi siano inferiori agli effetti negativi che a catena creano. Quegli stessi ragazzi faticano a prendere il volo, sono intimoriti ad esprimersi, giocono un ruolo che mima ciò che gli altri si aspettano. Vedo d'altro canto studenti e studentesse che fortunatamente hanno imparato e magari gli è stato lasciato spazio per farlo – a prendere l'iniziativa di vivere ciò che vogliono sperimentare. Ovviamente non parliamo di situazioni a limite della sicurezza o della legalità. Ma di semplici esperienze da adolescenti per mettersi alla prova a scuola, con gli amici, e in un contesto culturale diverso. Dico spesso che un bene 'lasciarci stupire' . Intendo come adulti. Lasciarci stupire da ciò che i ragazzi potranno fare vedere di se stessi. Come sapranno ricorrere a competenze, che in molti casi non hanno avuto la necessità di usare o l'opportunità di dimostrare di avere. Come sapranno diventare più consapevoli di alcune dinamiche che riguardano loro come individui, oppure che riguardano le relazioni tra persone, solo per lo spazio di vita che hanno potuto occupare avendo aperto le loro ali .